Valle del Sagittario e Val Fondillo nel Parco Nazionale d’Abruzzo

Eremo di San Domenico, Villalago

Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo sorge la valle del Sagittario e la Val Fondillo. Le ampie distese naturali si estendono tra borghi meravigliosi come Scanno, Villalago, Villetta Barrea, Opi e Pescasseroli. Un patrimonio storico e naturale situato ai piedi dell’Appennino centrale. Ecco un viaggio tra due delle vallate più affascinanti in Abruzzo.

La valle del Sagittario in Abruzzo

Quando si ha la possibilità di vivere per alcuni giorni lontano da qualsiasi distrazione o fonte di stress, credo non ci sia modo migliore che perdersi nella vastità della natura e delle sue meraviglie. Abbandonarsi a connessioni archetipiche, incise nel più profondo strato del nostro DNA.

D’altronde, per chi ama questo tipo di esperienze, sa bene di cosa parlo. E comprenderà anche il motivo per cui io e la mia compagna abbiamo scelto di lanciarci in un’esperienza on the road, proprio nelle terre selvagge d’Abruzzo.

Quel respirare appieno il sapore della vita, tangibile solo una volta immersi del tutto in quella che è la straordinaria creazione di madre natura.

Ed è così che ha inizio il nostro viaggio in Abruzzo e in Valle del Sagittario. Ha origine da un’irrefrenabile desiderio di vivere il silenzio e la purezza locale.

Un itinerario on the road che ha avuto come prima tappa l’incantevole Costa dei Trabocchi abruzzese, dalla ridente cittadina di Ortona fino al borgo panoramico di Vasto. E che in seguito ha visto l’esplorazione delle splendide terre selvagge del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la Majella e il Gran Sasso.

Ma questa avventura riguarda la nobile terra della Valle del Sagittario, scolpita da monti, laghi e fiumi appenninici.

Valle del Sagittario, Scanno
Vista da Scanno, Valle del Sagittario, Abruzzo

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L’Eremo e il Lago di San Domenico

La prima meta designata di questo secondo itinerario è il Lago di San Domenico, anche noto come il lago di Villalago.

Nel bel mezzo della valle del Sagittario, uno specchio d’acqua dalle tonalità profonde e intense che ricordano quelle di uno smeraldo, rapisce per le sue fervide tonalità e per le sue sfumature: riflessi che dal blu tendono al verde.

Giungiamo nei pressi di Villalago in mattinata. Dal primo istante iniziamo a perlustrare il perimetro del bacino con sguardo attento, quasi come cacciatori di tesori, sicuri di ritrovare un antico gioiello nelle vicinanze.

Affascinati dalla sua limpidezza, immergiamo i piedi nell’acqua gelida. Un quadro pittoresco assai raro. Rilassiamo la mente e ammiriamo quel capolavoro naturale. Mentre il pensiero è cullato da uno scenario ammaliante.

Scattiamo alcune foto di quello che era in fin dei conti il nostro primo viaggio senza vincoli e barriere. Il tempo sembra fermarsi al cospetto di cotanta bellezza. È la mente stessa a immortalare il paesaggio che rimarrà impresso nelle infinite stanze della memoria.

Ogni passo richiama all’attenzione, come in una sorta di meditazione, e chissà che non sia proprio questo il motivo per cui San Domenico scelse Villalago per la sua vita, dedicata all’eremitaggio.

Lago San Domenico, lago di Villalago, Eremo di San Domenico
Lago di Villalago o San Domenico, Villalago, Abruzzo

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Lago di Scanno

Percorriamo i tipici sali-scendi montani della valle del Sagittario. Nella provincia de L’Aquila è sorprendente come ci si possa perdere con estrema facilità nella sconfinatezza delle sue vallate e nei suoi rigogliosi pendii.

I tornanti, scavati tra la roccia, agitano il nostro andare alla vista di enormi rocce sporgenti. Le pareti rocciose infatti sovrastano la carreggiata, prominenti e minacciose sono a guardia di un mondo senza tempo. Un lungo serpeggiare tra le pendici abruzzesi ci accompagna infine al meraviglioso lago di Scanno.

Al cospetto del lago montano, studiamo la sua forma a cuore. L’occhio perlustra le sue sponde in lungo e largo. Ma incuriositi dalle barche attraccate a riva, siamo spinti ad avvicinarci, un metodo per esplorare il lago nella sua interezza.

Saltiamo quindi a bordo della nostra modesta imbarcazione e sprezzanti del caldo torrido, iniziamo a solcare le acque di questo bacino. Il sole è ben alto nel cielo e a tratti sembra essere insostenibile.

Una folata d’aria ci ristora per un attimo. Sembra donarci come un alito di vita. In attesa di un altro respiro, restiamo immobili, disegnando un sorriso sul viso e sperando che un filo di vento torni a donarci un po’ di frescura.

Circumnavighiamo buona parte del lago e tornati al porto sicuro ci rifugiamo nella pineta. All’ombra di un bel pino, mandando giù un boccone, lasciamo che la magia del posto ci sorprenda e ci trasporti via con sé.

Valle del Sagittario, Lago di Scanno, Abruzzo
Lago di Scanno, Valle del Sagittario, Abruzzo

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Scanno e il lago di Barrea

Nel primo pomeriggio raggiungiamo il borgo medievale di Scanno, una località d’Abruzzo in provincia de L’Aquila. Il paesino è rinomato per le sue antiche viuzze e le sue case di pietra che torreggiano sulle vallate circostanti.

Passeggiare per le sue stradine è un’esperienza irreale. Gli angusti vicoli sembra no voler condurre verso l’ignoto. Intravediamo a intermittenza rilievi lussureggianti, illuminati da un rovente sole di luglio.

Più e più volte ci perdiamo nel piccolo comune d’Abruzzo e, anche dovuto al Covid-19, ci stupiamo del silenzio e della tranquillità che si respira nel centro storico.

Tutto tace, una quiete costante allieta quelle ore più calde della giornata e ci permette di esplorare il borgo in piena libertà e tranquillità.

In ogni stradina fantastichiamo su chi vivesse in questa o quell’altra casa, ci divertiamo a rievocare storie del passato e ne inventiamo di nuove.

Prima di rimetterci in marci ci concediamo anche un tipico parrozzo, un dolce tipico locale, accompagnato da un fresco succo di mela della zona.

Le luci del giorno intanto si facevano più accese, lasciando che le tonalità calde irradiassero l’orizzonte sempre più.

Se vogliamo assistere al tramonto, bisogna sfruttare l’occasione e recarci al lago di Barrea, in località Villetta Barrea.

Superiamo vie sterrate nei pressi dello specchio d’acqua per poi raggiungere la meta designata, lì dove alberi e lago sembrano danzare, creando un connubio naturale mistico e surreale.

Lago Barrea, Villetta Barrea, Valle del Sagittario, Abruzzo
Lago di Barrea, Valle del Sagittario, Abruzzo

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Forca d’Acero: notte sotto le stelle

Assistiamo ad uno splendido tramonto e poco prima che le ultime luci cedessero il posto alla notte, a bordo della nostra Ford ci dirigiamo verso la Val Fondillo. Più in particolare, in un valico stradale dell’Appennino abruzzese: Forca d’Acero, a circa 1.500 metri s.l.m.

È proprio questo il punto prescelto per trascorrere la notte. In meno di quarantacinque minuti imbocchiamo la suddetta strada e la percorriamo fino a raggiungere una piazzola attrezzata. Qui accostiamo e iniziamo a preparare il nostro giaciglio.

Mangiamo del couscous dal nostro termos in compagnia di due birre artigianali gentilmente offerteci dal padre della mia compagna.

L’oscurità ora inizia a prevalere sullo sfondo. La penombra avvolge gli ultimi bagliori di un rosso acceso che va via via affievolendosi per poi infine scomparire dietro le scure sagome dei rilievi dinanzi a noi.

Brindiamo alla sopraggiunta notte sorseggiando Genziana, liquore tipico dell’Appennino abruzzese. Intanto scrutiamo il cielo, in attesa che le stelle facciano capolino.

Nel silenzio più assoluto, piccole luci ad intermittenza cominciano a volteggiare nella penombra. Sono le lucciole che si rincorrono su un palcoscenico infinito.

Ad un certo punto, anche una piccola volpe fa un salto a salutarci, si avvicina incurante, forse abituata alla presenza di persone, in cerca di cibo. Finalmente, il nostro sguardo si posa sulle più disparate costellazioni e lasciamo che i nostri occhi si perdano in quell’incantesimo unico.

forca d'acero, Abruzzo

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La Val Fondillo, il Camping e la Chianga

Al mattino, sono le chiare luci dell’aurora, meravigliosa e divina, a svegliarci. Una colazione all’aperto mentre si ammirano le montagne illuminate dal sole non ha prezzo. Ed è così che diamo inizio alla nostra giornata.

A bordo della nostra auto poi ci dirigiamo verso il Camping in cui soggiorneremo per due notti. Intorno alle sette e mezza di mattina raggiungiamo Il Vecchio Mulino, lo storico campeggio nei pressi della Val Fondillo. Qui montiamo la tenda, prepariamo gli zaini da montagna e diamo il via alla prima vera escursione di questo viaggio on the road.

Intraprendiamo il sentiero che conduce alla grotta delle fate e con passo agile percorriamo uno degli itinerari più agevoli della Val Fondillo. Infatti, in circa due ore raggiungiamo l’ambita cavità nella roccia.

Nella via del ritorno, deviamo dal sentiero principale e cerchiamo di raggiungere il fiume. In questo modo ci ritroviamo in un luogo incantato immerso nel verde:

un corso d’acqua limpida scorre tra le rocce. Gli alberi e il muschio sono disseminati a macchia di leopardo e lì vicino creano uno scenario fiabesco che ricorda quello delle foreste irlandesi nelle fiabe.

A fine escursione, nel pomeriggio ci rechiamo nella vicina località di Pescasseroli, un suggestivo borgo nel cuore dell’Abruzzo. Qui, dopo aver visitato il paesino, ci affrettiamo a comprare la cena per la sera in un alimentare davvero unico: la Chianga.

Prendiamo un vino rosso della zona, il Noemo, i classici arrosticini di pecora abruzzesi e delle salsicce. Ora sì che siamo pronti per una grigliata e per celebrare il momento di libertà di questo straordinario viaggio.

Camping Vecchio Mulino, Val Fondillo, Abruzzo
Camping Vecchio Mulino, Val Fondillo, Abruzzo

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Cascate delle ninfee: direzione sbagliata

Dopo aver trascorso una notte indimenticabile nella natura, in tenda e in compagnia del buon cibo locale, siamo pronti per una nuova avventura all’insegna dell’esplorazione.

Tra le varie possibilità a nostra disposizione, risalta all’occhio il nome della cascata delle ninfee. Tentiamo di raggiungere l’imbocco del sentiero con la nostra auto e, convinti che Google Maps ci stesse portando nella località giusta, procediamo rilassati e contenti per la nuova giornata di trekking che ci stava per aspettare.

Nel parcheggio indicato dalla mappa, lasciamo l’auto e ci incamminiamo su per la prima salita con una pendenza da capogiro. Andiamo avanti per circa mezz’ora e alle prime segnaletiche di percorso comprendiamo che il sentiero in cui ci siamo immessi non conduce alle cascate, ma procede tra la vegetazione per alcune ore fino ad un altro monte.

A questa notizia, sorridiamo, scattiamo alcune foto con il panorama alle nostre spalle e continuiamo per circa un’ora la nostra escursione tra la meravigliosa natura di quella zona d’Abruzzo.

escursione Val Fondillo Abruzzo

In fin dei conti, non c’è modo migliore di vivere queste esperienze se non entrando totalmente a contatto con queste realtà antiche sopravvissute all’azione perpetua del tempo.

Nella tappa conclusiva del nostro viaggio, scopriremo le terre del Parco Nazionale del Gran Sasso d’Abruzzo.

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