Trekking Val Rosandra – sentiero dell’amicizia e CAI 1

trekking in Val Rosandra sul sentiero dell'amicizia dal rifugio Premuda

Trekking in Val Rosandra lungo il sentiero dell’amicizia e il CAI 1. Un viaggio nella natura di Trieste al confine con la Slovenia esplorando le località montane del Carso

Autore: Raianaraya Nature Experience

La Riserva Naturale della Val Rosandra-Dolina Glinščice è adagiata in Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri da Trieste e a confine con la Slovenia. Qui si elevano il monte Carso e l’altopiano di San Servolo, ossia i maggiori rilievi di origine carsica del comprensorio. Inoltre, tra i dolci pendii si snodano diversi trekking in Val Rosandra come il sentiero CAI 1 e il sentiero dell’amicizia.

La valle ospita scenari naturalistici tutti da vivere nei numerosi trekking della Val Rosandra. La nostra esperienza è avvenuta lungo il sentiero CAI 1, che si interseca con il noto sentiero dell’amicizia. Entrambi percorsi escursionistici adatti a chiunque che conducono nella natura selvaggia a pochi passi da Trieste.

Il paesaggio carsico della Riserva Naturale ospita una flora e una fauna variegata. Difatti, nonostante le modeste dimensioni, la natura selvaggia domina incontrastata. Qui vegetazione e fauna coesistono in estrema simbiosi. Il torrente Rosandra scorre placido e con la cascata e le sorgenti stagionali delineano un quadro suggestivo.

Inoltre, le querce secolari immerse nei boschi di conifere si alternano a ghiaioni di origine detritica scolpendo i sentieri che si insediano nella valle. Questo è il sentiero dell’amicizia e in generale, quel che si può ammirare in un trekking in Val Rosandra. Ecco la nostra esperienza.

panorama dalla vedetta di moccò, val rosandra

Il Rifugio Mario Premuda

Il nostro trekking in Val Rosandra inizia in località Dolina, nei pressi del rifugio Mario Premuda. Quest’ultimo è anche il rifugio montano più basso d’Italia a soli 70 metri s.l.m. Parcheggiando l’auto nel piazzale di fronte al rifugio imbocchiamo il sentiero CAI 1 in direzione Vedetta di Moccò.

Subito attraversiamo un ponte in legno e ci immergiamo nel bosco. Seguiamo il sentiero fino a raggiungere un rivolo d’acqua dove ci imbattiamo stupiti nella pittoresca danza di alcune delle creature più affascinanti del parco: le damigelle blu.

In prossimità di corsi d’acqua immersi nella vegetazione, può capitare di imbattersi in questi insetti svolazzanti. Le damigelle appartengono allo stesso ordine degli odonati, ossia alla stessa famiglia delle libellule. Eppure, esse sono più antiche e le loro prime tracce fossili risalgono a milioni di anni prima della comparsa dei dinosauri.

Solo sull’ itinerario della ciclopista del Brenta era capitato di avvistarle prima. Esseri graziosi e leggeri che volteggiando in aria danno vita ad uno spettacolo incantevole. Le osserviamo posarsi da una foglia all’altra e riprendiamo la nostra strada.

trekking val rosandra, damigella blu insetto

Vedetta di Moccò: trekking Val Rosandra

Dalla fonte d’acqua incantata e abitata da fate blu, proseguiamo verso la prima meta: la Vedetta di Moccò. Impieghiamo circa 45 minuti per raggiungere questa località. Il caldo torrido e l’umidità tra la lussureggiante vegetazione non aiutano, ma il panorama supera di molto le aspettative.

Il sentiero CAI 1 ci conduce a un balcone sulla Val Rosandra dove incontriamo un anziano della zona che gentilmente ci racconta della conformazione montuosa e dei sentieri da poter seguire. La vedetta di Moccò è un punto panoramico eretto come un anfiteatro in miniatura che affaccia sulla parte settentrionale della valle. Da qui è possibile ammirare il monte Carso, il torrente e la valle che si estende fino all’orizzonte.

Come rapiti dalla visione, ci fermiamo a scrutare questa meraviglia della natura che con un cielo limpido e sereno, è illuminata dal sole. Questo trekking in Val Rosandra è solo all’inizio, ma sembra voler regalare più emozioni del normale. Vogliamo lasciare che il sentiero CAI 1 prenda il sopravvento e ci guidi tra le verdeggianti pareti carsiche del Friuli Venezia Giulia.

Ripercorriamo il breve tratto in pianura che ci aveva portati alla vedetta e imbocchiamo la strada asfaltata passando a pochi metri dal cimitero. Adesso saliamo per raggiungere la pista ciclo pedonabile Giovanni Cottur. Questa ciclopista ha origine a San Giacomo e sale fino alla Riserva naturale della Val Rosandra per giungere infine a Draga Sant’Elia. Noi la percorriamo per circa mezz’ora come da itinerario.

panorama vedetta di moccò val rosandra

Sentiero dell’amicizia – Arrivo a Bottazzo

Raggiunta la Ciclopista Giovanni Cottur proseguiamo verso destra, in direzione Bottazzo. Questo tratto di pista è in sterrato ed è frequentata dagli amatori locali. Camminando su un leggero falso piano in salita attraversiamo un paio di gallerie scavate nella roccia. Infine, giungiamo al bivio.

Sulla destra imbocchiamo un sentiero che si snoda nel bosco. Iniziamo la nostra discesa verso il villaggio di Bottazzo. Seguiamo il sentiero dell’amicizia perdendoci nella fitta vegetazione. Passeggiare tra i verdi pendii della Val Rosandra è come esplorare una terra misteriosa dove non sai mai cosa ti può aspettare.

Infatti, dopo una discesa con una buona pendenza raggiungiamo Bottazzo, un paesino di poche anime in pieno confine con la Slovenia. Qui ogni cosa sembra essere rimasta com’era una volta. Case in pietra costruite una a fianco all’altra si immergono in uno scenario selvaggio dove la natura è l’unica ancora a dominare. Un girasole fa capolino da un piccolo giardino, poco distante uno spaventapasseri regna incontrastato e infine, un’insegna: Rifugio Premuda.

Perlustriamo il piccolo centro che a prima vista sembra essere disabitato e ci lanciamo nell’ultimo tratto del sentiero dell’amicizia, un’escursione ad anello nella Val Rosandra che in alcuni punti prende il nome di sentiero CAI 1. Proseguiamo addentrandoci nell’area boschiva e cercando di non perdere la giusta via. In tutto il percorso escursionistico sono diversi i bivi che non hanno indicazioni chiare, pertanto, sempre meglio stare attenti.

pista ciclo pedonabile trieste giovanni cottur, val rosandra

Cascata Val Rosandra e acquedotto romano

Il nostro trekking in Val Rosandra prosegue sulle pendici del monte Carso. Costeggiamo il massiccio percorrendo il sentiero dell’amicizia che diventa ghiaioso. Prima raggiungiamo la cascata del torrente della Val Rosandra, da un’altura possiamo ammirare appieno il flusso d’acqua che si riversa dalle rocce e precipita per diversi metri nel fondo della valle.

Il sentiero procede ancora per diversi metri e prima di raggiungere il rifugio Mario Premuda scorgiamo i resti di quello che era un acquedotto romano. A 10 minuti di cammino, invece, passiamo lungo dei bacini d’acqua alimentati dal torrente affollato da turisti e gente del luogo.

Infine, raggiungiamo il bivio che ci riconnette al sentiero CAI 1 e ritroviamo quel piacevole rivolo d’acqua pullulante di damigelle blu. Decidiamo di restare ancora un po’ in quel posto incantevole prima di dirigerci verso la fine del sentiero. Infondo, l’escursione era stata completata e potevamo attendere qualche altro minuto prima di andare.

Come ultima tappa ci concediamo una pausa pranzo al rifugio. Qui mangiamo e beviamo senza spendere molto festeggiando un altro traguardo: la conquista della Val Rosandra.
Raianaraya Nature Experience

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