Passeggiata sul monte Fertazza: Rifugio baita Belvedere sulle Dolomiti

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Escursione in Val di Zoldo tra il Pelmo e il monte Civetta. Una passeggiata sul monte Fertazza da Pescul per il sentiero C.A.I. 569, attraverso gli abeti e la vegetazione delle Dolomiti bellunesi. Ecco il sentiero del rifugio baita belvedere con veduta sul lago di Alleghe e alcune delle vette più affascinanti d’Italia

Autore: Raianaraya Nature Experience

Gli scenari naturali delle Dolomiti bellunesi sono meraviglie di inestimabile valore e sono considerate patrimonio dell’umanità dallUNESCO. In particolare, tra la Val Fiorentina e Alleghe svettano due montagne simbolo: il monte Pelmo, 3.168 metri s.l.m. e il monte Civetta, 3.220 metri s.l.m. Qui, immerso in un paesaggio incantato, si eleva un altro monte da cui poter ammirare la maestosità di queste montagne rocciose. Ecco una passeggiata sul monte Fertazza al cospetto del massiccio del Civetta con arrivo in cima Fertazza e rifugio baita belvedere sul lago di Alleghe.

Il sentiero C.A.I. 569 è la via normale per il monte Fertazza ed è caratterizzato da un susseguirsi di tornanti immersi tra le fitte aree boschive delle dolomiti bellunesi. Circondati da un silenzioso anfiteatro di abeti, iniziamo la nostra passeggiata sul monte Fertazza. In un certo senso, la giornata non era l’ideale per via di un meteo alquanto instabile. Tuttavia, la voglia di voler fare un trekking al cospetto del monte Pelmo e del monte Civetta era irrefrenabile. Pertanto, alla prima occasione ci siamo lanciati in questa nuova avventura.

Parcheggiata l’auto nei pressi degli impianti di risalita di Pescul, 1.415 metri s.l.m., superiamo un ponte in legno ben curato e adornato di fiori. Da qui, a pochi passi, possiamo già scorgere l’imbocco del sentiero ciclopedonale. In pochi minuti, attraversando il bosco di conifere, raggiungiamo un bivio: sulla destra una pila di tronchi d’albero accatastati con estrema precisione, un tipico scenario dolomitico. Invece, dalla parte opposta le indicazioni per il monte Fertazza.

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Passeggiata sul Monte Fertazza: rifugio baita belvedere

Nel primo tratto del sentiero C.A.I. 569 siamo immersi nel silenzio più assoluto. Passeggiare nel bosco ascoltando il cinguettio degli uccelli, il fruscio delle foglie e lo scricchiolio dei rami rende il tutto un’esperienza magica. Respiriamo una pace speciale che solo chi è abituato alla montagna può percepire. Procediamo sul largo sentiero in ghiaia e scrutiamo la fitta vegetazione dominare tutto intorno a noi. Con stupore, a pochi metri da noi, uno scoiattolo taglia la strada in cerca di cibo e in una frazione di secondo, scompare tra gli abeti del Fertazza.

Per circa un’ora e mezza percorriamo il lungo serpentone nel bosco. Il sentiero è poco esposto, pertanto, nelle prime ore non offre scorci di paesaggio né vedute entusiasmanti. Eppure, una volta raggiunta la prateria alpina, lo scenario inizia a cambiare del tutto. Anche se, a causa di una nebbia persistente, non riusciamo ad ammirare il monte Pelmo. D’altronde, questa è una delle escursioni più note per i panorami dall’alto sui massicci delle dolomiti. Ma in questa occasione non abbiamo così tanta fortuna e per godere di un balcone sulle valli circostanti dobbiamo aspettare di raggiungere il rifugio baita belvedere a 2.100 metri s.l.m.

La passeggiata sul monte Fertazza, infatti, prende una svolta piacevole una volta superato il rifugio baita belvedere. Ciò non tanto per i panorami, sempre celati da una nebbia persistente, ma piuttosto per il paesaggio alpino talvolta anche illuminato da un raggio di sole. Procediamo per la prateria e dopo il primo rifugio, cominciamo a salire sui pendii che in inverno diventano piste da sci. Questo è il tratto più duro. Con una pendenza significativa, conquistiamo la meta in circa un’ora: il rifugio baita belvedere e cima Fertazza.

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Il belvedere: cima Fertazza

Una delle attività più piacevoli da fare in montagna è spegnere il cervello ed entrare in uno stato di quiete. Quell’indescrivibile sensazione di calma che riempie il corpo e conduce ad un rilassamento totale. È questo il motivo principe di un’escursione o di una passeggiata nella natura. Ad ogni passo, la mente sorvola sulle piccolezze della vita ed entra in una sorta di simbiosi con l’ambiente. Ed è questa la sensazione provata in questa passeggiata sul monte Fertazza.

Il panorama da cima Fertazza, a quota 2.101 metri s.l.m. è mozzafiato, nonostante i fitti banchi di nebbia sparsi. Qui la croce di vetta è immersa in un candido scenario e per sfondo si innalzano le pareti scoscese del monte Civetta. Ai suoi piedi, il lago di Alleghe, un bacino idrico con un’origine singolare. Infatti, la sua nascita è avvenuta quando dal Piz si creò un’immensa frana nel 1.771.

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Lago di Alleghe: la leggenda del drago

Nei secoli scorsi si narra che il Col di Lana fosse dimora di un drago alato. Questo leggendario essere, maestoso e temibile, fu intrappolato nella montagna dal Pievano di Livinallongo. Inoltre, si credeva che il monte fosse anche la porta dell’inferno per via delle incessanti eruzioni vulcaniche.

Purtroppo, la creatura mitologica in uno spazio così ridotto e non potendo più sputare fuoco, iniziò ad avere delle terribili convulsioni che provocarono un mostruoso terremoto. Tutto questo scatenò l’orribile frana dal Monte Piz che occluse la via al torrente. Da questa frana nacque infine il lago di Alleghe.

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Il monte Civetta e il ristoro rifugio belvedere

Dal punto più elevato del monte Fertazza, ammiriamo gli sprazzi di paesaggio che ad intervallo rispuntano dalla nebbia. Le Dolomiti hanno un qualcosa di così straordinario da incantare anche con il maltempo. Immortaliamo così qualche momento lì in vetta e, infine, precediamo verso il rifugio baita belvedere. Dopo un’escursione di alcune ore il miglior modo per riprendere le forze è con un bel piatto di polenta calda accompagnato da un boccale di birra fresca.

Al cospetto del monte Civetta, seppur per lo più coperto dalla foschia, prendiamo il nostro tempo per assaporare quel momento. Siamo in uno dei luoghi più affascinanti delle Dolomiti con il lago di Alleghe che a tratti mostra la sua vera forma. Dinanzi a noi, invece, i rocciosi pendii del Civetta completano uno tra gli scenari più singolari delle Alpi. Mentre, a valle, il nostro sentiero indica la via del ritorno.
Raianaraya Nature Experience

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