Airlie Beach e le Whitsundays

viaggio ad Airlie beach nelle whitsundays in Australia

Ottobre 2014, la traversata dell’East Coast australiano zaino in spalle dormendo in auto: Tappa Airlie Beach e Whitsundays

Autore: Raianaraya Nature Experience

Era una splendida mattina, il sole aveva già cominciato a fare capolino all’orizzonte e il cielo azzurro e limpido trasmetteva una piacevole calma. Davanti a me l’oceano, le onde e il suo fragore che sembravano quasi invitarmi per un tuffo mattutino. Sul lato, Angelo, il compagno d’avventura, che stava in procinto di svegliarsi.

La notte non era stata del tutto piacevole, tuttavia, erano anche un po’ di giorni che dormivamo in auto e della comodità non vi era alcuna traccia da più di una settimana. D’altro canto, in quel modo avevamo raggiunto il Queensland e il nostro obiettivo si stava avvicinando, la gioiosa cittadina costiera a nord della costa est australiana: Cairns.

Queensland, Airlie Beach, australia, on the road

Airlie Beach

La mattina di cui vi sto parlando risale ad un preciso momento di quel viaggio unico. Quel giorno eravamo nel piccolo paesino di Airlie beach, una piccolissima località marittima dove campeggiatori, backpacker e turisti di ogni genere si incontrano per trovare un po’ di pace e vivere le bellezze locali.

La spiaggetta della Airlie Bay è molto carina e spesso poco affollata. Quindi, si può godere di una pace sconcertante. Noi, però, curiosi di scoprire nuove realtà, dopo una passeggiata rinvigorente sulla battigia, optammo per un’esplorazione delle vicinanze in auto.

Attraversando le verdeggianti coste della regione delle Whitsundays, ci imbattemmo in scenari mozzafiato. Boschi, strapiombi e spiaggette disseminate per l’intera costa rendevano la guida una meravigliosa avventura. Ad un certo punto, lungo la strada, un cartello di quelli turistici dal color noce scuro riportava per esteso: Conway National Park Coral beach walk.

Di getto, mi fiondai nella piazzola di sosta adiacente e parcheggiai l’auto. Ad Angelo sembrava piacere l’idea e così, con quell’entusiasmo tipico di chi ha sete di nuove mete, ci immergemmo nella fitta vegetazione del parco nazionale.

spiaggia Airlie Beach, Whitsundays,

Conway National park

Il sentiero all’interno del parco nazionale era molto agevole anche se spesso la flora raggiungeva il sentiero quasi impossessandosene. Radici o rami dalle forme più strane si estendevano in modo disparato cercando di raggiungere un posto sicuro dove assicurarsi più luce.

Attraversavamo il percorso segnato e dopo appena pochi minuti di cammino, un enorme lucertolone ci tagliò la strada scendendo dal pendio alla nostra sinistra e procedendo in direzione dell’acqua sul versante opposto. Era la prima volta che avvistavamo un varano e, per lo più, enorme e dalla pelle scura segnata da piccole macchie bianche sul dorso. Un inaspettato incontro ravvicinato con la fauna tipica delle Whitsundays.

Proseguimmo addentrandoci nei meandri dell’area boschiva e prima di raggiungere la designata Coral beach, tentammo di ispezionare un piccolo boschetto in assenza di sentiero. Piante di ogni genere svettavano come grattacieli verso il cielo e piccoli cespugli si divincolavano tra la fitta boscaglia.

La particolarità principale di questo immenso parco nazionale è la penisola di Conway: una terra sconfinata ricoperta dalla foresta pluviale tropicale di pianura più estesa del Queensland. Per questa ragione, al suo interno è possibile ammirare alcune delle specie floreali più rare del pianeta, infatti, in questo tipo di foreste risiedono circa la metà delle specie del pianeta. Un polmone terrestre con un ecosistema ricco e raro che possiede le caratteristiche perfette per la vita.

Conway National Park, Airlie Beach, Whitsundays, coral bay

Coral beach

In circa due ore percorremmo l’intero sentiero fino a giungere alla rinomata Coral beach. Fra gli ultimi alberi verso la costa, l’azzurro del cielo e dell’oceano iniziavano a filtrare con la chiara luce del mattino. Uscimmo dalla foresta ed ecco uno di quegli scenari suggestivi che rimarranno per sempre indelebili nella nostra mente:

un oceano blu profondo che si perdeva a vista d’occhio, una spiaggia ben diversa dal normale per via delle innumerevoli ossa di antichi coralli sbiancati che la componevano; e infine, la foresta pluviale che faceva da contorno all’intero paesaggio. Un luogo magico in cui poter davvero entrare in contatto con quelle arcaiche connessioni con la natura selvaggia e incontaminata.

Trascorremmo ore cogliendo e scrutando approfonditamente la distesa di coralli. Migliaia e migliaia di resti biancastri unici sia nella forma sia nella dimensione. La pace ci avvolse completamente e quasi come dei bambini alla vista di un nuovo giocattolo, iniziammo a trovare le differenze tra i rari fossili.

Sembravamo due paleontologi intenti nella ricerca delle caratteristiche biologiche delle antiche creature depositate all’estremità della costa di Airlie Beach. Dopo circa un’oretta spesa ad esaminare ogni angolo di questo paradiso in terra, mancava ancora qualcosa, l’isola incantata.

Coral Beach, Whitsundays, Queensland

Whitsundays, la White heaven beach

Ritornati all’auto, mangiammo qualcosa al volo e ci dirigemmo verso il Terminal di Airlie Beach: il porto locale. La motivazione era più che scontata, in effetti, da lì era possibile imbarcarsi e raggiungere le vicine isole delle Whitsundays.

Nello specifico, la nostra meta era una delle spiagge tra le più bianche al mondo: la meravigliosa white heaven beach. Tutti i viaggiatori che avevamo incontrato, prima e durante la nostra traversata dell’East Coast australiano, avevano nominato almeno una volta questo luogo sia per sentito dire sia per esperienza diretta. Perciò, la nostra irrefrenabile curiosità era alle stelle e, quindi, non restava che lanciarci in questa nuova avventura.

Acquistammo il nostro ticket e salpammo. Erano circa le due del pomeriggio e finalmente eravamo a bordo del traghetto diretto verso l’ambita destinazione. La prima sosta fu la Hamilton Island, un’altra incantevole isola delle Whitsundays, dopodiché navigammo ancora per circa trenta minuti. Eccola, infine, la magnifica white heaven beach, davanti a noi, bianca e candida come la neve e bagnata dalle acque più limpide mai viste nella nostra vita.

Un tripudio di bellezza che si estendeva per qualche chilometro fino a raggiungere un delta suggestivo e unico nel suo genere. Passeggiammo sulla riva di quest’isola per ore, perdendoci nella sconcertante armonia e magnificenza di tale luogo. In quel momento, ogni pensiero sembrava essere svanito e tutto appariva come in uno stato di equilibrio naturale.

White heaven beach, Whitsundays, Queensland

A malincuore, dovemmo rientrare ad Airlie Beach, saremmo rimasti a tempo indeterminato fermi a contemplare la fine e bianca sabbia di quella spiaggia. Tuttavia, l’isola è visitabile a fasce orarie e non è concesso restare in quel posto al di fuori di quelle ore se non in presenza di un tour organizzato.

Una volta giunti alla nostra auto eravamo soddisfatti e sul nostro viso era ben evidente la gratitudine per quella incredibile esperienza appena vissuta. Così, con la gioia negli occhi, decidemmo di passeggiare per il piccolo paese e, chissà, semmai anche mettere qualcosa sotto i denti. In fin dei conti, avevamo trascorso una giornata eccezionale in ottima compagnia e vivendo davvero, in quel momento.

Esplorate con noi Byron Bay, la fantastica località marittima dell’East Coast australiano, e la vita on the road nelle selvagge terre del Queensland, Australia.
Raianaraya Nature Experience

3 pensieri riguardo “Airlie Beach e le Whitsundays

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