Killarney National Park, un’oasi naturale nella Contea di Kerry

Il Parco Nazionale di Killarney, Cill Airne in gaelico, è un importante sito per la tutela e la conservazione della natura nel Sud-Ovest d’Irlanda. Dal punto di vista storico-culturale, la riserva è sede di castelli, torri, antiche abbazie e tracce di un passato che perdurano sino ai giorni d’oggi per testimoniare ciò che fu. Ma non è tutto. Il Parco è riconosciuto in tutto il mondo anche per i suoi sentieri escursionistici tra laghi, montagne e l’immenso oceano Atlantico.

Il killarney National Park è anche stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981, ed è semplice comprenderne il perché. Ecco la nostra esperienza nel verde più assoluto, in uno scenario tinto di un color smeraldo che mai in alcun altro luogo della terra può essere eguagliato.

Killarney: la prima meta

Visitare il Killarney National Park è una missione impegnativa, soprattutto per chi come noi alloggia a Cork e vuole evitare di prendere qualsiasi forma di mezzo, a parte il treno per giungere a Killarney.

Inizia tutto con l’arrivo nel verdeggiante paesino irlandese, Cill Arnie. ad un primo sguardo è tutto calmo, così tranquillo e in pace. Un edificio cattura subito la nostra attenzione, a vedersi un hotel, con una facciata completamente ricoperta di rampicanti con variazioni cromatiche dal rosso al verde; un caratteristico benvenuto e un preludio alla giornata di esplorazione nell’Irlanda più selvaggia.

Procediamo verso il centro del borgo e ci ritroviamo a passeggiare tra localetti, casupole e negozi variopinti. I colori sono accesi, vivi, capaci di allietare lo sguardo e trasmettere allegria in ogni sfumatura.

Anche killarney è viva, il tram tram quotidiano è già iniziato per molti residenti che afferrano una brioche, bevono il primo caffè e si apprestano a dare il via alle attività del giorno.

Ci lasciamo trasportare per un attimo e ordiniamo uno scone, un dolce tipico di origine britannica. D’altronde non avevamo messo ancora nulla sotto i denti e per caricare le energie non vi è modo migliore.

A stomaco pieno e ben carichi per la giornata che ci aspettava, siamo pronti di nuovo, come ai vecchi tempi, come in Australia, a esplorare e perderci per ore nel bel mezzo della natura, lontani da qualsiasi distrazione.

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Killarney National Park

Killarney è ben connessa alla riserva della biosfera sia con tour su carrozze a cavallo, ma anche con navette o autobus. Ma come anticipato, noi avevamo già deciso di esplorare l’area del tutto a piedi e quindi procediamo come da piano.

La via che imbocchiamo è la Ring of Kerry, nota per essere parte di uno degli itinerari ad anello più affascinanti della contea di Kerry in Irlanda.

Il percorso è lungo circa 200 chilometri e permette di raggiungere l’oceano Atlantico e anche zone in cui si allaccia la famosa Wild Atlantic Way, 2.500 chilometri di sentiero sulla costa atlantica che si estende dalla punta di Malin Head, nella contea di Donegal, fino al Sud più estremo, kinsale, nella contea di Cork.

Procediamo sulla Ring of Kerry per circa 3 chilometri. Impieghiamo non meno di 40 minuti per raggiungere a piedi l’entrata del Killarney National Park. Ma il nostro ingresso nella riserva naturale è spiazzante. Finalmente ritroviamo quei paesaggi fiabeschi, lussureggianti e sileziosi tipici della tradizione irlandese.

Trifogli, quadrifogli e muschio in ogni dove, proprio come se stessimo osservando quella meraviglia attraverso una lente con un filtro verde . Verde, verde e ancora verde, tutto risplende di un’unica tonalità. Siamo solo al principio, ma le basi sembrano già andare oltre le aspettative.

La vegetazione qui è così lussureggiante da apparire artificiale. Il verde smeraldo è un regalo di madre natura dovuto alla forte piovosità della zona; il che rende il paesaggio rigoglioso e rigenerante agli occhi di chi lo osserva.

I Laghi di Killarney

Appena varcata la soglia del Parco, siamo già sulle sponde del lago Lough Leane. L’acqua è calma, il meteo di Killarney per ora sembra non preoccupare e le montagne che circondano il bacino, le Macgillycuddy’s Reeks, sembrano completare uno scenario quasi mitico, surreale, capace di allontanare ogni pensiero dalla mente.

I tre laghi

Sebbene i laghi all’interno del Killarney National Park siano tre:

  • Lough Leane
  • Muckross Lake
  • Upper Lake

Questi si uniscono tutti in un unico punto. Ciò che stupisce di più è che nonostante siano parte di uno stesso lago più esteso, ognuno di essi ha un suo microclima e una sua biosfera particolare.

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Il ponte incantato

Procediamo avanti sulla nostra via e in men che non si dica, ecco comparire un ponte, non un comune ponte, ma quello che ritengo essere il più affascinante e magico di cui abbia esperienza.

Il ponte sembra emergere dalla selva, riflettendo il suo splendore come in uno specchio in un rivolo sottostante. La natura ha preso il sopravvento su questa antica creazione architettonica e rampicanti di ogni genere hanno ricoperto ogni suo angolo, cercando, qua e là, di fondersi con l’acqua.

È pieno autunno, ma il tema ricorrente è un verde foresta, solo il rosso talvolta contrasta un verde imperiale che domina incontrastato. Si delinea così un quadro pittoresco a metà tra il surreale e l’inconsueto. Sarà trascorsa forse la prima ora, ma siamo già incredibilmente ammaliati da questo reame boscoso tremendamente incantevole.

Mackross Abbey

Dopo aver ripreso l’itinerario, la straordinaria bellezza di quel ponte aleggia nella nostra mente ancora per qualche minuto. È incredibile come alcuni paesaggi con la loro estrema bellezza possano sconvolgere le nostre emozioni. Ci toccano nel profondo e scuotono un qualcosa che altrimenti resterebbe celato.

Camminiamo meravigliati su questo tappetto di erba rigogliosa e su di un muschio splendente. Con nostro stupore, scopriamo che i rovi all’interno del Parco sono tutti carichi di more e non lasciamo scapparci l’occasione di assaggiarne qualcuna.

rovi di more in Killarney National Park

Il muschio ricopre tronchi, rocce, sassi e suolo, creando un’atmosfera incantata. La riserva presenta dei connotati così unici da apparire per davvero la dimora di elfi, folletti o creature magiche.

Ma è a questo punto che si raggiunge l’apice dello stupore: l’inspiegabile fascino di un’antica abazzia, circondata da decine di croci celtiche e antiche lapidi.

Muckross Abbey, Killarney National Park

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L’abazzia dei monaci francescani

Giungiamo alla Mackross Abbey, Mainistir Locha Léin in gaelico, uno dei siti ecclesiastici più importanti all’interno del Parco Nazionale di Killarney. L’antico monastero francescano fu fondato nel 1448 per ospitare i monaci osservantini del Santo d’Italia.

Oggi tuttavia resta lo scheletro dell’abazzia. Il monastero nel corso degli anni è stato messo a dura prova e più volte è stato ricostruito. Quello a cui si può assistere ora è un tenue lascito che ancora funge da custode per il piccolo cimitero adiacente.

Esploriamo le mura del Muckross Abbey e lasciamo che la mente vaghi libera di rincorrere le più varie ipotesi sulla storia del monastero. Il tetto è ormai scoperto, solo il chiostro e alcuni corridoi hanno ancora una copertura, in pietra, come l’intero edificio.

chiostro Muckross Abbey Killarney National Park

Il chiostro delinea un quadrato quasi perfetto. Solo un colonnato separa il cortile dal corridio. Al centro un albero secolare svetta verso l’alto e supera l’abazzia in altezza.

Possiamo salire di livello, così saliamo le scale in pietra del tutto bagnate, non tanto diversamente da come i franscani ai tempi fossero abituati a percorrerle, pensiamo. Probabilmente al piano superiore vi erano stanze, forse una cucina e una sala comune dove i monaci consumavano i loro pasti, insieme nella fede.

La mente divaga finché da uno spazio compare il cimitero. Dall’alto sembra che un verde brillante avvolga le croci e le lapidi sottostanti, lustrando e rigenerando le tombe di coloro che riposano in pace, lì dove il silenzio regna da padrone.

Respiriamo la calma, la tranquillità, la quiete e l’armonia che quella vista può suscitare. Quasi come in seguito ad una meditazione, sembriamo aver raggiunto uno stato di rilassamento. Ci sentiamo rinvigoriti, più consapevoli.

Abazzia di Muckross, Killarney

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Mackross House

Lasciamo alle nostre spalle il monastero e proseguiamo per il nostro itinerario. È il momento di passare per la Mackross House: una villa in stile vittoriano e anche un’antica tenuta rurale che sfoggia un gran lusso senza tanti fronzoli.

Ma non è questo il tipo di attrazioni per cui siamo al Killarney National Park. Siamo in questa riserva della biosfera prima di tutto per essere testimoni del suo magnifico patrimonio naturale. Scorriamo avanti l’edificio e avanziamo, ancora, e ancora, verso una precisa meta, lì dove le acque si incontrano.

natura nel Parco Nazionale di Killarney

L’ Amore per la Terra

“L’ amore di un Paese, io ho
amato,

Foreste di pini e scogliere di
granito,

Il mare, le valli e le colline,

E tutti gli animali della terra e
dell’acqua”

The Lake isle of innisfree, (estratto) – w. b. Yeats

Meeting of the waters

L’ultima meta di giornata si avvicina. Il giro ad anello intorno al lago centrale del Killarney National Park, il Muckross lake. Questo sentiero circolare copre circa 15 chilometri e conduce in punto davvero speciale: il meeting of the waters.

Imbocchiamo il sentiero e procediamo nel silenzio, nella pace e nel verde incontrastato. Impieghiamo circa due ore per concludere l’intero percorso. Ma a metà strada giungiamo nel luogo in cui le acque dei tre laghi, il Lough Lane, il Muckross Lake e l’Upper Lake, si incontrano e si mescolano.

Ci fondiamo con la natura e camminiamo, a tratti anche sotto la poggia, in uno scenario che sempre più riflette quell’idea di magico e irlandese. Accogliamo la pioggia con piacere. L’acqua d’altronde è un elemento caratterizzante dell’isola, e quale miglior maniera per vivere appieno un’esperienza completa?

Infine, eccoci giungere al meeting of the waters, lì dove convergono le acque e tutto tace, ancor più di altre zone del Parco Nazionale di Killarney. Il suolo qui talvolta viene inondato dall’acqua, ma per fortuna in questo caso siamo fortunati.

meeting of the waters nel Parco Nazionale di Killarney, Irlanda

Nei pressi di questo congiungimento dei laghi, cerchiamo di seguire un sentiero nel bosco, tra radici, muschio e rivoli che intervallano la via. Ma la pioggia diventa più insistente e il percorso poco agevole. Pertanto, decidiamo di desistere e rimetterci sull’anello principale.

Procediamo verso la fine dell’anello fino a raggiungere il sentiero che porta sulle cascate di Torc. Il meteo non è dei migliori, e noi abbiamo già affrontato circa 30 chilometri a piedi, così passiamo l’imbocco al sentiero delle cascate senza però imboccarlo.

Siamo a circa 8 chilometri da Killarney, in un sentiero parallelo alla statale N71 che conduce a Kenmare. Il sentiero è a tratti coperto da pini e una folta vegetazione lussureggiante.

Passo dopo passo ascoltiamo la lieve pioggia picchiettare su foglie, muschio e rami. Avanziamo come accompagnati da una leggera e flebile melodia naturale. L’avventura al Killarney National Park sta ormai quasi per concludersi.

Killarney National Park meeting of waters

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Il mito della Dea del lago

Secondo una credenza celtica, si narra che nel Killarney National Park vivesse una Dea del lago. La stupenda divinità dalle sembianze umane si innamorò secondo la leggenda di un pastore noto come Oisìn.

Il giovane pastore ogni mattina si recava nei pressi del lago per far pascolare le sue pecore. Era in questi momenti che la Dea lo osservava dalle profondità del lago, sperando che un giorno potesse unirsi a lui.

Un giorno la Dea decise di emergere e mostrarsi a Oisìn. Fu allora che la giovane divinità propose al pastore di unirsi a lei nel lago e vivere per sempre uniti. Oisìn accettò e insieme raggiunsero le profondità del bacino.

Quando il giovane pastore riemerse dalle acque si rese conto di qualcosa di sconvolgente: erano trascorsi ben 300 anni. Tutto ciò che conosceva e i suoi cari erano ormai morti, ma egli aveva un desiderio incontrollabile di rivedere, almeno per un’ultima volta, la sua casa.

La Dea del lago acconsentì, ma solo ad una condizione: non avrebbe dovuto toccar piede sulla terra una sola volta. Così Oisìn si recò verso casa, ma dimenticando della promessa fatta, mise un piede a terra e morì all’istante.

Oggi la leggenda vuole che il giovane pastore viva ancora nei pressi del lago e la sua Dea sia ancora nelle profondità, ad aspettare che il suo amato faccia ritorno a casa.

L’ esperienza del Killarney National Park

La riserva naturale ci saluta con brevi intervalli di pioggia che a intermittenza rigenera quel verde incantato. Oltrepassiamo il cancello d’ingresso attraverso il quale, circa 6 ore prima, avevamo varcato per la prima volta la soglia .

Siamo stanchi, abbiamo camminato per oltre 40 chilometri e ci aspettano ancora 40 minuti prima di raggiungere Killarney. Ma siamo sereni, in pace, soddisfatti dell’estrema bellezza e delle emozioni che questo Parco è capace di donare.

Killarney bar Irish beer

Il Killarney National Park è un ecosistema in cui immergersi e lasciarsi trasportare. È lo spirito che aleggia al suo interno a trasportarti, come se avesse un’anima propria, in grado di infondere pace e comprendere le tue intenzioni. Una volta varcata la soglia, basta respirare e vivere il momento, tornando indietro nel tempo, agli archetipi della vita.

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